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Le immersioni - Villa Simius

 

1 - LT 221

 

Il rimorchiatore americano LT 221 prende nome dalla sigla Lts - Longer Tugs (rimorchiatori di grande lunghezza), cioè di dimensioni superiori ai 92 piedi.  L’affondamento dell’LT221 è probabilmente da attribuirsi ad un impatto con una mina dislocata nel Golfo di Cagliari. Il relitto poggia a 50 metri di profondità nel Golfo di Cagliari al largo di capo S.Elia. Si scende tenendosi bene al cavo guida che porta direttamente sulla nave. Giunti a pochi metri dalla nave si scorge che questa è suddivisa in due parti avendo preso una mina nella parte centrale dello scafo. La prua risulta staccata di alcuni metri dalla parte poppiera ed ha un’angolazione, secondo l’asse dell’elica di ca. 20°. Aggirando la poppa lasciandola alla nostra sinistra, compare la coperta con le sovrastrutture ormai collassate sul ponte e sulla sabbia. Un cannoncino a difesa della plancia ha lo snodo ancora intatto facendolo oscillare ripetutamente. Una grossa rete ostruisce la porta di accesso alla plancia di comando, ma dalla finestra senza più il vetro ci si può affacciare all’interno ed osservare dove un tempo c’era la ruota del timone ed il telegrafo di macchine.

2 - SECCA DELL'ARCO

La Secca dellarco si trova nel Golfo degli Angeli; circa 3 miglia di fronte alla spiaggia del Poetto. La forma di questa secca può essere associata ad una larga striscia rocciosa decorrente nel senso Est-Ovest e parallela alla spiaggia del Poetto. Si scende lungo la cima dell’ancora, atterrando direttamente sul banco roccioso a ca. 14 metri di profondità. Seguiremo il percorso orario, percorrendo il lato longitudinale del banco e costeggiando il gradino che risulta alla nostra destra. Seguendo il gradino compiamo una prima rotazione a destra attraversando il lato trasversale del banco. Alla sinistra una distesa di massi tra il fondo sabbioso ma continuiamo a mantenerci il gradino sulla destra e proseguiamo finché non si compie un'altra rotazione a destra. Il gradino si caratterizza per una profonda spaccatura longitudinale che illuminata mostra la flora e fauna caratteristica del coralligeno. Si prosegue sempre costeggiando il gradino fino a giungere un punto dove la caduta raggiunge la profondità di ca. 20 metri sulla sabbia con grandi massi granitici sparsi. Costeggiamo ruotando sulla destra sul secondo lato corto per poi immetterci nel lato lungo del banco. La nostra attenzione deve cadere ad alcune fessure verticali dove si possono osservare alcune cernie o corvine ed una moltitudine di macro invertebrati Dopo aver pinneggiato per altri 30 metri si incontra l’ingresso dell’Arco che decidiamo di imboccare stando ben attenti a controllare l’assetto per non danneggiare con la rubinetteria le numerose Trine (Sertella beaniana) che tappezzano la volta. Usciamo e percorriamo nel senso opposto ma esternamente il “tetto” dell’Arco per tornare nel punto di ingresso.

3 - ROMAGNA

 

Il relitto è in posizione eretta sulla sabbia. Giunti sulla coperta del relitto a -35 metri è meglio iniziare l’immersione nelle lamiere di prua dove è possibile incontrare dei grossi esemplari di Epinephelus marginatus per poi spostarsi lungo le alte murate e giungere nella parte poppiera. Nel tragitto prua-poppa si possono osservare le migliaia di Ofiure che tappezzano il fondo sabbioso ed i grossi Saraghi pizzuti che nuotano a mezz'acqua. Si procede di nuovo verso la coperta per uno sguardo alla vasca da bagno e magari affacciarsi dentro le stive. Arrivati in coperta, e superate le sovrastrutture, si arriva alla poppa. Dopo un’altra discesa di quasi 10m, si è di fronte una gigantesca elica. Ogni singolo rotore è più grande di un subacqueo e il timone è alto 5-6 m. Uno spettacolo a sé è il vasto tappeto di stelle serpentine intorno a tutto il relitto. Un immersione su questo relitto è sempre appagante.  .

4 - LOREDAN

 

Il Loredan è sicuramente il relitto più spettacolare del Golfo di Villasimius e uno tra i più belli del Mediterraneo. Il siluro del sommergibile Safari colpì la zona poppiera del Loredan, che colò subito a picco su un fondale di 65 metri circa. Il relitto non è di grandissime dimensioni, ma sviluppa una maestosa concentrazione di gorgonie rosse e gialle (Paramuricea clavata) di cui alcuni esemplari raggiungono anche il metro di altezza, rendendo l'immersione molto colorata e affascinante. E' possibile effettuare una penetrazione nello squarcio prodotto dall'esplosione nella zona poppiera, dove i padroni di casa sono alcuni sciami di gamberetti di color rosso vivo (plesionika narval), che ricoprono tutte le pareti. La poppa è completamente distrutta, per questo si ha un’ottima visuale dell’interno del relitto. Il motore e la caldaia sono ben visibili.

5 - ISONZO

 

ILa motonave cisterna Isonzo faceva parte di un convoglio di tre navi insieme al Loredan e l’Entella in navigazione da Cagliari a La Maddalena. Il 10 aprile del 1943, circa a 12 Miglia di Capo S.Elia il convoglio fu attaccato da un sommergibile inglese, il Safari, sotto la guida del Comandante B. Bryant. Questi portò a segno 4 siluri, 2 mandarono a fondo il Loredan, mentre gli altri 2 colpirono uno a poppa e sotto la plancia l’Isonzo. Si scende tenendosi bene al cavo guida che ci porta direttamente sulla nave. Arrivati sulle lamiere superiori scavalchiamo il castello di comando che visiteremo per ultimo. Davanti alla plancia si estende il lungo ponte prodiero che talvolta non mostra la fine. Troveremo quasi subito dei portelloni aperti sui quali potremmo affacciarsi evitando però l’ingresso a causa delle cattive condizioni delle lamiere. Proseguiamo lasciando altri portelli di accesso alle stive. Il ponte alla nostra sinistra presenta adesso due mitragliatrici e la base di un bigo di carico. Due verricelli mostrano ancora le catene avvolte. Sulla prua troneggia il cannoncino rivolto verso l’alto ed un ancora, siamo adesso a – 58 metri, la massima profondità della nostra immersione.

6 - SALPI

 

Per anni quetso relitto è stato chiamato Marte, poi, Andrea Ghisotti esperto ed appassionato esploratore, lo ha definitivamente identificato. Ora, quindi, si sa con certezza che questo relitto è il piroscafo Salpi affondato il 9 Febbraio 1942 alle ore 15,40. Il contatto con una serie di mine, depositate dal sommergibile Britannico Rorqual, ha fermato la sua navigazione verso il golfo di Cagliari facendolo affondare nelle acque di Capo Ferrato, dove giace a 60 m di profondità separato in due tronconi che si sono posizionati parallelamente.   La poppa è rimasta in assetto di navigazione con il suo carico di grano, il suo cannone e la santa barbara carica di proiettili mentre la prua, carica di enormi tubi imbracati tra loro, si è adagiata con la murata di tribordo sulla sabbia. Risulta così che prua e poppa si trovano a dieci metri l'una dall'altra affiancate nella stessa direzione. Il telaio di un camion è ben visibile e non è difficile incontrare piccoli oggetti sparsi sul fondo.