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le immersioni - Isola d'Elba

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SCOGLIETTO DI PORTOFERRAIO: 01. FRANATA DELLE CERNIE, 02. I GROTTONI, 03. STATUA DEL CRISTO, 04. PANETTONE DELLE GORGONIE. Queste immersioni, vengono    considerate tra le piu' belle dell'Isola d'Elba, anche perchè è ormai zona protetta da piu' di trenta anni, quindi veramente ricche di pesce.

01. SCOGLIETTO DI PORTOFERRAIO - FRANATA DELLE CERNIE

L'immersione inizia su un pianoro di roccia e posidonia posto sul versante est dello Scoglietto, dove troviamo sempre saraghi e salpe, seguiamo la franata di massi, ricoperti da spugne e alghe, che degrada dolcemente sulla sabbia, negli anfratti si possono vedere scorfani, murene, corvine, polpi. Ma il bello di questa immersione sono le innumerevoli cernie, anche di notevoli dimensioni, che nuotano tranquille, la franata raggiunge la sua profondità massima a -25 mt. Insieme alle cernie è possibile vedere branchi di dentici e barracuda.

02. SCOGLIETTO DI PORTOFERRAIO - I GROTTONI

Partendo dalla punta estrema dello Scoglietto, prendiamo direzione est e pinneggiamo verso il largo, dopo un pianoro di sabbia e posidonia, troviamo una cigliata con gorgonie gialle, mentre le spaccature della parete sono ricoperte da margherite di mare. Sulla battimetrica dei -30/35 mt., si trovano tre grosse grotte, dove possiamo penetrarci per alcuni metri, le volte sono ricoperte da spugne gialle, e all'interno possiamo scorgere aragoste e nudibranchi. La parete termina sulla sabbia a -40 mt., dove possiamo trovare tane di cernie e musdee, mentre guardando nel blu si potrà osservare il transito di palamite, tonnetti, non è raro trovare anche dei pesci luna.

03. SCOGLIETTO DI PORTOFERRAIO - STATUA DEL CRISTO

L'immersione inizia dalla punta estrema dello Scoglietto, si scende su un fondale di -20 mt. dove troviamo un pianoro di sebbia, seguiamo direzione nord/ovest per trovare una cigliata che nella parte piu' esterna scende a -50 mt., la parete è ricoperta da bellissimi rami di gorgogne rosse, negli anfratti sbucheranno le antenne di aragoste, se siamo fortunati, si potranno vedere aquile di mare e dentici. Seguendo la parete verso sud, si raggiunge un pianoro dove si trova un altorilievo raffigurante un Cristo, alle sue spalle, la parete è completamente ricoperta da spugne gialle. Bisogna comunque prestare attenzione al tempo e alla profondità, siamo a -40 mt., quindi a questo punto, rientriamo verso la parete dello Scoglietto, dove curiosando tra le rocce possiamo fare la nostra sosta di sicurezza.

04. SCOGLIETTO DI PORTOFERRAIO - PANETTONE DELLE GORGONIE Il panettone è completamente ricoperto da Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) con ventagli che raggiungono il metro di diametro sui quali sono sempre presenti uova di Gattuccio.
Infatti, non è raro incontrare esemplari di Gattuccio (Scyliorhinus Canicola) nascosti nelle spaccature, sempre abitate da decine di Aragoste. Molto spesso quando si raggiunge il panettone veniamo circondati da un grosso branco di Tonnetti stanziali incuriositi dalla presenza dei subacquei.
Data la zona quasi incontaminata e la elevata profondità non è raro imbattersi in specie molto particolari o di dimensioni ragguardevoli… come una Granseola (Maja Squinado) del diametro di 40 cm!
A lato della secca è presente una vecchia nassa abbandonata, abitata da una enorme Musdea (Phycis Phycis) e dopo averla osservata si rientra verso lo Scoglietto accompagnati da grossi pesci pelagici che nuotano nel blu per terminare l’immersione sulla parete Nord.

05.PORTOFERRAIO - DUFRE' 

Il nome deriva dal francese “Deux Frère” come Napoleone chiamò questi due scogli semi-affioranti di fronte al promontorio di Porfoferraio.
L’immersione si svolge intorno a questi e ad altri scogli sommersi che svettano dalla prateria di Posidonia. Il lato Nord degrada dolcemente fino a 20 mt lungo una franata di massi che sono la tana per grossi Polpi, Cernie e Murene. Il percorso è articolato tra vari canyon di roccia abitati da fitti branchi di Saraghi, Occhiate e spesso Barracuda, mentre tra la Posidonia possiamo scorgere curiose Corvine.
Sono molto caratteristiche le carcasse di vecchie bombole sub tagliate e gettate in questo punto come ripopolamento ed infatti è molto facile che diventino tane per svariate specie.


06. PORTOFERRAIO - RELITTO AEREO JUNKER

Lo Junker 52/3M G7E era un aereo molto diffuso nella Luftwaffe durante la Seconda Guerra Mondiale per la sua versatilità. Poteva essere impiegato sia come bombardiere sia come trasporto truppe(oltre 20 persone tra soldati ed equipaggio) e con i suoi 19 metri di lunghezza, 29 metri di apertura alare e 3 motori poteva raggiungere una velocità di oltre 280 kmh.
Quello affondato poco a largo di Portoferraio nel 1944 è in ottime condizioni, sono state però asportate negli anni diverse parti: la carlinga, l’armamento, gran parte della strumentazione e altro, ma resta comunque una visione molto suggestiva.
Il relitto giace però su un fondo fangoso tra i 34 e i 38 metri e questo lo rende un punto d’immersione impegnativo, oltre al fatto che ci troviamo all’ingresso della baia di Portoferraio e quindi la visibilità è spesso scarsa e vi transitano sopra numerosi natanti e poco distanti i traghetti.


07. SANTA LUCIA - SECCA DI SANTA LUCIA

La secca si trova a circa 300 mt. dalla costa, è costituita da tre formazioni rocciose di diversa grandezza. L'immersione inizia da quello che ha il cappello a soli -6 mt. che è il piu' grande. La base della secca è a -25 mt., iniziando l'immersione notiamo che la roccia è ricoperta da code di pavone, mentre castagnole e occhiate ci circondano. Dirigendosi lungo il versante al largo sui -15 mt., la roccia è ricoperta da colonie di Parazoanthus. Puntiamo verso la base dello scoglio, dove troviamo i primi anfratti, tane ideali per gronghi e murene. Continuiamo l'immersione dirigendosi verso il secondo scoglio che guarda Portoferraio, le caratteristiche morfologiche sono le stesse, ma qui possiamo trovare anche dei polpi. Pinneggiamo verso il terzo scoglio, il piu' piccolo, situato verso costa, dove spesso, per la gioia dei fotografi troviamo dei nudibranchi, da qui possiamo iniziare la risalita, tenendo come punto di riferimento, il primo e piu' grande scoglio, per ritornare alla barca.

08. CAPO ENFOLA - SCOGLIO DELLA NAVE

Lo Scoglio della Nave si trova pochi metri a largo di Capo Enfola, l’immersione si svolge sul versante esterno della grossa roccia che, vista da lontano, ricorda una nave. Si possono tenere diverse profondità perché la parete è molto bella da 0 a 25 mt, ovunque troviamo Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) e spaccature abitate da Cernie e numerosi Polpi. Ma la caratteristica di questo punto sono indubbiamente i numerosi Gronghi che abitano le rocce al confine tra la parete e la sabbia; capita spesso di incontrarne esemplari che toccano i 2 mt di lunghezza. Guardando nel blu vediamo branchi di Saraghi, piccole Lecce e saltuariamente qualche Aquila di Mare (Myliobatis Aquila) o singoli Barracuda a caccia.
Nelle zona superiore intorno a 6-8 mt di profondità sono sempre presenti famiglie di Cratena Peregrina e altri Nudibranchi.


09.
CAPO ENFOLA - CARRELLO PORTA MINE

Sul lato esterno dello Scoglio della Nave si incontra un suggestivo drop-off che segna l’inizio di una parete che dai 18 degrada ripida fino oltre 40 mt, qui inizia la nostra immersione che si articola tra vasti canyon ricoperti da Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) che disegnano uno scenario di fantastico.
Le spaccature sono abitate da Gronghi, Murene, Polpi e qualche Aragosta, mentre nel blu nuotano branchi di Dentici, Saraghi e con un po’ di fortuna si possono vedere branchi di Tonni. In questa zona, infatti, era presente una grossa tonnara vista l’abbondanza di questo pesce in passato.
Raggiungendo il termine della parete troviamo sulla sabbia un Carrello porta mine risalente alla II Guerra Mondiale e probabilmente gettato in mare dai bunker presenti su tutto Capo Enfola. Qui possiamo osservare il Parerythropodium Coralloides che incrosta le Gorgonie Gialle rendendole simili a quelle Rosse.


10.
CAPO ENFOLA - LE TRE SECCHE

Sul lato Ovest di Capo Enfola troviamo le Tre Secche. Si tratta di tre pinnacoli che si stagliano dal fondo verso la superficie. Generalmente si scende su quello più vicino a terra che è anche il meno profondo (circa 12 mt) per poi circumnavigare gli altri due e raggiungere una bella cigliata che da 18 precipita fino a 40 mt. Anche queste secche sono ricoperte da Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) ed essendo un punto in correte è facilissimo incontrare diversi tipi di coloratissimi Nudibranchi come la Cratena Peregrina e le varie Flabelline, oltre ai consueti Polpi e Murene. Intorno ai 40 mt siamo nel regno delle Aragoste, ma anche qui non è difficile scorgere altri Nudibranchi come la Vacchetta di Mare (Discodoris Atromaculata) o crostacei come la Galatea.
Siamo sempre nella zona di Capo Enfola quindi scrutiamo il blu per avvistare il passaggio di qualche Tonno anche di discrete dimensioni o un branco di grossi Barracuda ormai stanziali in questo punto d’immersione. Il ritorno si effettua variando il giro intorno ai tre pinnacoli, dove si trovano diversi spezzoni di reti incagliate, ormai incrostati da vari microrganismi marini e dove svettano stupendi Spirografi.


11.
CAPO ENFOLA - LO SPIZZICHINO

A Sud-Est di Capo Enfola scorgiamo un altro grosso scoglio staccato dalla costa, lo Spizzichino, un punto d’immersione semplice ma molto divertente. Inoltre lo scoglio fornisce un perfetto riparo per ancorare nei giorni in cui soffia un forte Maestrale e ci consente di poter effettuare una bella immersione anche con condizioni di mare non perfette.
Si scende sul versante Sud e si costeggia lo scoglio tenendo sulla nostra sx una vasta prateria di Posidonia sopra la quale volano enormi branchi di Salpe. Si raggiunge la franata esterna e la si segue fino al punto di maggiore profondità (circa 22 mt). Qui in ogni insenatura scopriamo qualcosa di diverso: Gronghi e Murene che condividono le tana, grossi Polpi che vanno a spasso, curiose Cerniotte e una vastissima gamma di Nudibranchi (Flabellina, Cratena Peregrina, Hypselodoris), mentre intorno a noi nuotano branchi di Saraghi e Tanute.
Il percorso è articolato e si può decidere di rientrare dal lato Sud o circumnavigare lo scoglio infilandosi in canyon colorati di arancione dagli Astroides, che creano giochi di luce molto suggestivi.


12.
CAPO ENFOLA -  - LA LECCIA

La secca della Leccia è situata si di un pianoro di sabbia, si raggiunge il cappello effettuando un salto nel blu da 0 a 32 mt. di profondità e da lì si prosegue visitando le innumerevoli spaccature che troviamo degradando verso la massima profondità intorno ai 48 mt.. Con un po’ di fortuna, a tale profondità potremo incontrare un Gattuccio (Scyliorinhus Canicola) addormentato tra lo scoglio e la sabbia.
Difficile invece l’avvistamento di pesce pelagico, la particolarità di questa secca è la varietà di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) e Gialle (Eunicella Cavolini), ma soprattutto i resti di un ancora romana ad una profondità di circa 36 mt, segno inconfutabile di un passato ricco di storia.


13. CAPO ENFOLA - SECCA DEL SEMAFORO

A circa mezzo miglio a largo di Capo Enfola si trova la Secca del Semaforo, per trovarla bisogna effettuare un salto nel blu fino oltre 40 mt lungo la cima dell’ancora o di un pedagno, ma ne vale la pena!
Si tratta di un grosso panettone posto sulla sabbia che da 52 risale a circa 40 mt, completamente ricoperto di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) e Gialle (Eunicella Cavolini) oltre ad una moltitudine di coloratissimi Poriferi.
Vi si trovano sempre numerose Aragoste di notevoli dimensioni ed è possibile scoprire nelle spaccature qualche esemplare di Gattuccio (Scyliorhinus Canicola), rimasto in zona dopo aver depositato le uova sulle Gorgonie.
Sovente abbiamo fatto l’incontro con un enorme pesce San Pietro (Zeus Faber) e, come sempre in questa zona, abbiamo effettuato la discesa e la risalita in compagnia di grossi pesci pelagici come le Leccie.


14. VITICCIO - IL TESCHIO

All’interno del Golfo del Viticcio troviamo un promontorio che si spinge verso il mare aperto, a pochi metri di profondità è situato un grosso masso che ha la forma di un teschio e che dà il nome a questa immersione. Si parte dalla franata di massi sotto costa e dopo aver superato questo caratteristico masso si segue un percorso a zig zag tra grossi panettoni che svettano dalla prateria di Posidonia.
I massi sono incrostati da coloratissimi Poriferi e abitati da molteplici organismi marini. Ogni tana ci riserva nuove sorprese: Gronghi e Murene attorcigliati gli uni alle altre, grossi Polpi e Scorfani.
Quasi sempre presenti anche diversi tipi di Nudibranchi, in particolare Cratena Peregrina, Hyselodoris e Flabellina.
Più di una volta abbiamo scoperto Trigoni e Torpedini (Torpedo Mormorata) dormine negli anfratti tra questi scogli sommersi e la sabbia o Aquile di Mare (Myliobatis Aquila) sorvolare la prateria di Posidonia.
E’ un ottimo punto per effettuare immersioni notturne e fare l’incontro con la meravigliosa Alicia Mirabilis o le simpatiche Polpesse.


15. VITICCIO - PUNTA PENISOLA

Tra il Golfo del Viticcio e quello della Biodola troviamo un promontorio denominato Punta Penisola. La dorsale di roccia del capo prosegue sott’acqua disegnando una serie di pinnacoli molto caratteristici, l’immersione si articoli tra queste punte rocciose che salgono dal fondo costituendo un luogo di riparo per molte specie marine, ma nello stesso tempo un luogo di caccia allettante per numerosi branchi di Dentici stanziali in questo punto.
Oltre a questi grossi massi troviamo una franata di rocce più piccole che si intrecciandosi tra loro creano tane per numerose Cerniotte, Murene, Scorfani e Corvine.
L’immersione è molto semplice, adatta per subacquei principianti, ma è molto divertente, per la sua morfologia, anche per più esperti, inoltre si tratta di un punto molto ridossato quando il vento di Grecale spazza la costa Nord dell’Elba, consentendoci di effettuare un’immersione in totale sicurezza.


16. MARCIANA MARINA - PUNTA DEL NASUTO

La prima punta a Ovest del porto di Marciana Marina è Punta del Nasuto, un promontorio a picco sul mare che prosegue sott’acqua con una dorsale che crea diverse terrazze, permettendoci di effettuare l’immersione con diversi profili.
La parete Est è meno ripida e si ferma a circa 26 mt di profondità, quella Ovest invece inizia con una dolce franata di massi fino ai 20 mt circa per poi precipitare ripida oltre i 40 mt, proponendo un suggestivo drop off dal quale si possono osservare numerose specie pelagiche nuotare nel blu, in particolare branchi di Dentici e qualche solitario Barracuda.
La parete è ricoperta da Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) e frammentata da numerosissime spaccature ove si nascondono grosse Cernie, Gronghi e Murene, mentre oltre i 30 mt è facile scorgere le antenne delle Aragoste fare capolino dalle loro tane.


17. MARCIANA MARINA - PANETTONE DEL NASUTO

Sul lato Est di Punta del Nasuto, staccato alcune decine di metri dalla parete, troviamo un grosso panettone sulla sabbia bianca. Solitamente si ormeggia nei pressi del promontorio e si inizia l’immersione nello stesso punto della precedente, ma appena intrapresa la parete ci si stacca nuotando nel blu per alcuni metri fino a scorgere il profilo di questa secca. Per tale motivo le condizioni meteo-marine devono essere buone, in caso di scarsa visibilità o corrente si rischierebbe di non trovare il punto e dover annullare l’immersione.
Il cappello del panettone segna circa 25 mt di profondità, la soluzione migliore è portarsi sul lato Est ed andare ad ammirare le bellissime Aragoste sempre presenti nelle spaccature, “vicine di casa” di numerose e grosse Murene o più raramente, di qualche bel esemplare di Astice.
Il panettone è spaccato a metà nel centro e il piccolo canyon è abitato da una grossa Cernia che ci guarda sospettosa e attende che il gruppo di sub lasci la secca per fare ritorno verso la parete dove può, in tutta sicurezza effettuare la risalita, godendosi lo spettacolo dei rami di Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) o giocando con qualche grosso Polpo che fa capolino dalla tana.


18. MARCIANA MARINA - SCOGLIO FINO

Tra Punta del Nasuto e Punta della Madonna notiamo una sottile penisola rocciosa che interrompe l’insenatura di roccia a strapiombo sul mare, questo punto è chiamato Scoglio Fino.
Qui il mare è solitamente piatto, soprattutto quando il vento soffia da Sud e dopo aver ormeggiato è bello godersi il paesaggio sopra di noi, ma lo spettacolo migliore questo punto lo regala sott’acqua.
Si scende su una prateria di Posidonia che ondeggia dolcemente cullata dalle onde, ma dopo pochi metri le piante terminano bruscamente lasciando spazio ad un pianoro di sabbia bianca.
Raggiunti i 18 mt di profondità si incontra un primo grosso scoglio incrostato da Spugne colorate e abitato da Gronghi, Murene e Polpi. Lo si costeggia sul lato Est e se ne nota un secondo poco più avanti a circa 24 mt di profondità poi un terzo, un quarto un quinto e così via… tanto che senza accorgercene siamo già a 40 mt e dobbiamo fermarci. Qui troviamo numerose Aragoste e a volte qualche esemplare di Astice, ma ci è capitato anche di trovare ad aspettarci un grosso Pesce Luna (Mola Mola)… uno spettacolo davvero unico!


19. MARCIANA MARINA - PUNTA DELLA MADONNA I

La seconda punta dopo il porto di Marciana Marina è Punta della Madonna, il cui promontorio si estende per un centinaio di metri verso il mare aperto e rappresenta un punto di immersione molto vasto.
Sott’acqua il fondale presenta un secondo promontorio sommerso leggermente staccato dalla costa e sarà proprio qui che ormeggeremo per il primo profilo d’immersione.
Scendiamo lungo il versante interno della parete, “saltando” da una terrazza all’altra per poi seguire la parete che sprofonda verso il mare aperto. Troviamo un pianoro di roccia a circa 30 mt di profondità, poi la parete continua verso il blu superando abbondantemente i 40 mt, ma per questo profilo sceglieremo di deviare a sinistra, infilandoci in un suggestivo canyon longitudinale tutto frammentato da spaccature orizzontali. Qui trovano riparo Aragoste, Gronghi e Murene che abitano questi coloratissimi anfratti, completamente ricoperti da Poriferi e Margherite di Mare (Parazoanthus).
Seguendo questa gola raggiungiamo un pianoro chiuso tra due rocce, dove è stata posizionata una statua di Cristo, ormai colonizzata da organismi marini, che contrasta con il giallo/arancione dei Parazoanthus alla sue spalle.
Da qui ci portiamo verso la costa per concludere la nostra immersione curiosando tra gli anfratti della parete, dove non è raro sorprendere piccole Aragoste e Murene (3 cm) o esemplari di Paguro Bernardo (Dardanus Arrosor) “portare a spasso” i suoi Anemoni sul carapace.


20. MARCIANA MARINA - PUNTA DELLA MADONNA II

Il secondo profilo di immersione che possiamo effettuare a Punta della Madonna parte sempre dal promontorio sommerso staccato dalla costa a circa 8 mt di profondità, da qui però si segue subito la parete esterna scendendo lungo il canyon che segna il punto di rientro della precedente immersione.
Si prosegue poi lungo la parete raggiungendo i 40 mt di profondità e ispezionando tutte le spaccature per ammirare Aragoste anche di discrete dimensioni, Murene, Gronghi e numerose Cernie. Raggiungendo il termine della parete ci troviamo in mare aperto quindi osserviamo costantemente il blu per scorgere il pesce pelagico di passaggio e spesso incontriamo qualche Aquila di Mare (Myliobatis Aquila) che ci sfila affianco.
Da questo punto iniziamo a rientrare verso la costa, seguendo un percorso tra le grosse rocce che ci riporta al nostro promontorio sommerso, passando per la statua di Cristo di cui abbiamo parlato nella precedente immersione.


21. FORMICHE DELLA ZANCA - PARETE DELLE GORGONIE

Come ci indica il nome, le “Formiche” sono alcuni scogli semi-affioranti che si trovano a largo di Punta della Zanca, poco dopo S.Andrea.
Siamo nel punto più a Ovest dell’Isola d’Elba, proprio di fronte alla Corsica, qui le correnti sono spesso molto forti e questo, se pur rappresenta una difficoltà nell’immergerci, crea un habitat ottimale per numerosi organismi marini.
Per questo motivo questo punto d’immersione è uno dei più rinomati di tutta l’Elba e merita almeno due immersioni per visitarlo.
La prima, decisamente impegnativa, parte sul lato esterno del maggiore scoglio emerso, siamo su una franata di grossi massi che, appoggiati uno all’altro, creano nascondigli ottimali per Cernie, Trigoni e grossi Scorfani, ma anche suggestivi passaggi per i sub.
Una piccola cigliata segna il termine della franata e l’inizio della parte più spettacolare di questa immersione, un costone di roccia e sabbia sprofonda ripidamente dai 20 a oltre 40 mt. Ci “lanciamo” per questo dirupo e poco dopo scorgiamo le prime antenne di Aragosta e soprattutto i primi ventagli di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata), che presto diventano sempre più fitti e di dimensioni impressionanti (oltre il metro di diametro).
La parete è lunghissima, impossibile da percorrere tutta in un’unica immersione, quindi a circa metà iniziamo a risalire, cercando uno stretto canyon che ci porterà ad un pianoro intorno ai 20 mt, tra i vari scogli semi-affioranti che possiamo distinguere guardando verso la superficie.
In questa zona vive stanziale un grosso branco di Barracuda e spesso si incontrano Dentici in caccia, ma la cosa più suggestiva è il percorso che ci riporta alla barca: un susseguirsi di canyon, tunnel tra le rocce, archi e scuri anfratti, tutti colonizzati da Poriferi, Margherite di Mare (Parazoanthus), Nudibranchi di ogni forma e colore, piccole Aragoste, Cernie e Gronghi… è un’immersione da non perdere!


22. FORMICHE DELLA ZANCA - IL TUNNEL

Per visitare a fondo questo punto, possiamo effettuare una seconda immersione a minor profondità, concentrandoci sulla franata di grossi massi che si estende tutto intorno agli scogli più grandi che raggiungono la superficie. La profondità massima è intorno ai 22 mt, rendendo quest’immersione stupenda anche per un sub alle prime armi, ma bisogna comunque fare attenzione alla corrente e non allontanarsi dalla guida perché il percorso è molto articolato.
Si parte sempre dal lato esterno del maggiore scoglio emerso e si segue la franata circumnavigando tutti gli altri scogli. Come per la precedente immersione, gli incontri con diverse specie marine non mancheranno, ma l’attrazione principale è la spettacolarità degli stretti passaggi tra le rocce e dei veri e propri tunnel che queste formano.
In particolare, ne troveremo uno di circa una decina di metri di lunghezza, la cui volta è ricoperta da Margherite di Mare (Parazoanthus) e abitato sempre da piccole Aragoste (3/4 cm) e altri simpatici Crostacei, Vacchette di Mare (Discodoris Atromaculata), Flabelline, Scorfanotti e piccole Murene.


23. POMONTE - RELITTO ELVISCOT

Di fronte alla spiaggia di POMONTE possiamo visitare il relitto della nave da carico italiana "ELVISCOT" incagliata sullo scoglio dell'OGLIERA per un'avaria, durante una mareggiata di libeccio nell'anno 1972. Le lamiere della nave potevano rappresentare un pericolo per i bagnanti, per cui lo scafo fu in parte recuperato e in parte affondato. In soli 15 metri d'acqua possiamo visitare questa piccola nave da carico, la quale si presenta appoggiata sul fianco destro e con la poppa rivolta verso il mare aperto. Possiamo visitare ciò che resta della plancia passando da un'ampia apertura superiore. I piu' esperti possono raggiungere la sala macchine da un ingresso posto sotto il fumaiolo, dove è ben riconoscibile l'apparato propulsore della nave. Tutto il relitto è ormai colonizzato da organismi marini quali spirografi e spugne di ogni genere e colore. Tutto in torno saraghi, occhiate, castagnole ci circondano, sulla sabbia attorno al relitto tracine, rombi, sogliole e triglie, al suo interno, nascoste tra le buie lamiere qualche cernia, gronghi e timide corvine. Il relitto con i suoi giochi di luce, dona la possibilità ai fotografi di scattare delle belle foto. La penetrazione nel relitto, pur non presentando particolari difficoltà, è consigliabile ai subacquei con un buon livello di esperienza e meglio ancora con una guida subacquea.


24. PIANE ALTE

A circa un miglio verso Piombino dalla Secca di S. Lucia si trovano le “Piane Alte”. Non si tratta di una vera e propria secca, è un punto in cui il fondale risale da oltre 50 metri fino a circa 30 sul sul lato nord, formando nella parte sud una bella cigliata rocciosa ricca di anfratti e spaccature.
Qui troviamo numerose aragoste, cernie, mustelle, gronchi, murene e tutto intorno branchi di saraghi e dentici in caccia, intermezzati da qualche barracuda solitario.
Essendo l’unico punto roccioso tra miglia e miglia di fondale sabbioso, questo rappresenta un luogo di caccia per il pesce pelagico e di riparo per le altre specie che vengono a crearsi una tana in questa zona.
Immersion indubbiamente interessante, anche se riservata a subacquei esperti, soprattutto per la necessità di effettuare discesa e risalita in “libera” non avendo pareti rocciose di riferimento.


25. SECCA DEL PICCO GIALLO

La secca del picco giallo è chiamata così perché sul cappello si trova un picco di roccia completamente ricoperto di Parazoanthus. Questo panettone roccioso fa parte della dorsale di roccia che, migliaia di anni fa, si estendeva da punta della Guardiola fino a Capo Enfola. Ora ricoperta quasi interamente di sabbia lascia emergere dal fondo alcuni picchi, tra cui la Leccia, il Semaforo e quest’ultimo punto, che presenta le medesime caratteristiche: bellissime Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) e Gialle (Funicella Cavolini), ma anche il Parerythropodium Coralloides che, con il suo colore rosso purpureo e i polipi gialli, colonizza le gorgonie morte.
Anche in questo caso è facile trovare numerose Aragoste (Palinurus elephas) e pesce di tana, più difficile l’avvistamento di pesce pelagico, ma nel mese di giugno vi si trovano spesso Pesci Luna (Mola mola) a volteggiare sul cappello.
Più difficile da avvistare per il suo mimetismo, ma presente in questo punto una grossa Rana Pescatrice (Lophius piscatorius), che ha posato spesso per fotografi e videoperatori.


26. GROTTA BALU

A circa 300 metri fuori da Punta Penisola troviamo una cigliata di roccia che segna la fine di un pianoro di Posidonia e l’inizio del fondale sabbioso. La dorsale di roccia è completamente colonizzata da spugne di ogni forma e colore. Ovunque Aragoste anche di grosse dimensioni e nudibranchi di diverse razze.
Ma il signore di questo posto è un grosso Astice, le cui dimensioni sono veramente impressionanti (circa 70 cm di lunghezza). Proprietario incontrastato della cigliata si sposta tra diverse tane, ma normalmente non si allontana mai da questo posto.
Per questa immersione è richiesta una buona preparazione ed ottima padronanza dell’assetto perché il fondale sabbioso non deve essere sollevato per mantenere una buona visibilità e poter godere tutti di questo spettacolare animale, per nulla intimorito dai subacquei e quindi facile da avvicinare senza disturbarlo.


27. SANT'ANDREA - IL CARENO

A poche centinaia di metri dal caratteristico scoglio della punta di Sant’Andrea si trova la dorsale de “Il Careno”, una lunghissima parete che inizia da un pianoro intorno ai 18 metri, dal quale si ergono numerosi grossi massi che offrono riparo a molta fauna tipica.
La parete si sviluppa tra canyon, anfratti e muri verticali ravvivati da gorgonie gialle e rosse, colorate spugne e crostacei come Aragoste e Galatee.
Ma il vero spettacolo è offerto dai branchi di pesce che nuotano tranquilli tra la parete e il pianoro: Dentici, enormi Barracuda e spesso veloci Palamite.
Non raro l’incontro anche con Aquile di Mare e grossi tonni.
Data la vastità del percorso si possono sicuramente fare almeno 2 immersioni differenti in questo punto ma qui la corrente è spesso forte e per questo motivo l’immersione è adatta a subacquei esperti, ma lo spettacolo è garantito!


28. SECCA DI FETOVAIA

Prima della famosa spiaggia di Fetovaia e a circa 400 mt. dalla riva, cerchiamo il cappello della secca posto a -12 mt., nelle giornate di mare calmo è facilmente visibile dalla superficie.
Pinneggiando verso il lato sud superiamo una zona pianeggiante, con fondo di roccia e sabbia, per raggiungere una parete che sprofonda nel blu. Lungo la parete possiamo trovare tane e fenditure usate come rifugio da polpi, gronghi e scorfani.
Arrivati sui -30 mt. ci dirigiamo ad est per raggiungere i -40 mt., dove la parete protende verso il largo interamente ricoperta da gorgonie rosse, la parete continua a scendere, dovremo calcolare bene il nostro consumo d'aria, per potere ritornare al punto di partenza.

29. MARINA DI CAMPO - LE CORALLINE

Secca con cappello a 4 metri che scende fino a 45 metri. Una delle più belle immersioni dell'Isola d'Elba. La conformazione di questa secca consente di effettuare immersioni differenti per percorso e livello di difficoltà....praticamente si adatta alle esigenze di tutti. Il fondale inizia a 5 metri, degrada in franata fino a circa 20/25 mt dalla parte che guarda Marina di Campo per trasformarsi in una meravigliosa parete che arriva fino a 30/35mt. Il giro consigliato consiste nell'effettuare una spirale intorno a tutta la secca mantenendo la parete alla nostra sinistra. E' possibile anche effettuare un giro allargato verso il mare aperto fino ad arrivare a due picchi rocciosi che svettano alla fine della secca qui si incontrano spesso branchi di dentici e barracuda. E' possibile inoltre percorrere un'altra parete ancora tenendola sulla destra questa inizia a 22 mt circa e finisce intorno ai 40 mt. Questa parete è ricoperta da axinelle cannabine e corallo rosso, ricca di anfratti dove aragoste e grossi scorfani trovano spesso riparo

30. CAPO DI STELLA (CORBELLA)

La parte piu' interessante di questo scoglio, sito sulla punta di Capo di Stella, è la parete rivolta verso est e che prosegue in direzione del mare verso sud. Si ancora su un fondale di 8/10 mt. roccioso, seguiremo la parete che degrada verso il fondo dirigendosi a sud, fino a trovare una grossa formazione rocciosa a circa -30 mt. che sprofonda nel blu. Sulle pareti troveremo i primi ventagli di paramuricee, i quali diventeranno piu' maestosi con l'aumentare della profondità. Colonie di anthias fanno capolino fra le spaccature del fondale roccioso protette dalle ramificazioni delle paramuricee. Dobbiamo prestare in ogni modo alla nostra profondità e al tempo, perchè le pareti sprofondano oltre i -50 mt. L'immersione in ogni caso non è solo questo, gli anfratti della parete, illuminandoli con la nostra torcia al loro interno, ci regalano ricordi stupendi come rametti di corallo rosso e a volte qualche assonnato gattuccio. Troviamo aragoste, grosse murene, gronghi, capponi, scorfani, anemoni, nudibranchi, barracuda, dentici, cernie.........insomma c'è da divertirsi. Ormai è tempo di risalire. Seguiamo la parete sino al suo sommo verso i -30 mt., dove troveremo un pianoro di sabbia, seguendo il pianoro, troveremo delle rocce intorno ai -20 mt., qui verremo salutati dalla statua dell' ORSETTO, alla cui base è posta una targa con la scritta Berlino e la distanza che separa l'Elba dalla città tedesca, vale a dire 1435 km., la nostra immersione sta per finire non prima però di guardare un piccolo grottino posto sui -18 mt., le cui pareti sono state ricoperte da una grossa colonia di parazoanthus o margherite di mare.

31. SCOGLIO DEL REMAIOLO

Possiamo fare due tipi d'immersione: una scelta è quella di girare tutto intorno allo scoglio, l'altra è quella di seguire la cigliata posta sul lato sud dello scoglio, che scende fino a -55 mt. Naturalmente sono due immersioni completamente differenti fra loro. La prima possiamo comodamente compierla ad una profondità che no supera i -10/20 mt., incontrando saraghi, occhiate, donzelle, polpi, murene, gronghi, nudibranchi, qualche timida cernia e aguzzando la vista potremo avere la fortuna di vedere qualche granceola e, perchè no, una bella rana pescatrice. La seconda immersione, naturalmente piu' impegnativa, è la discesa lungo la cigliata che scende verso sud e verso il mare aperto. Il lato sud/est ha la parete in verticale, ricca di anfratti pieni di vita, spugne, molluschi, qualche aragosta e, per la gioia dei fotografi, una vecchia rete abbandonata che avvolge la parete e scende da uno spuntone della stessa, crea la possibilità di realizzare suggestive foto. La parte sud/ovest della parete, invece, segue un andamento piu' graduale sino ad un salto intorno ai -30 mt. che porta in profondità, qui la parete è ricoperta da gorgonie rosse. Seguendo sia il percorso sud/est sia quello sud/ovest, ci portano a trovare un grosso scoglio, attenzione alla profondità e alla nostra scorta d'aria perchè siamo a profondità elevate intorno ai -45 mt. e il fondo è abbondantemente oltre i - 50 mt., i ventagli di paramuricee raggiungono dimensioni notevoli e con la loro bellezza possono farci perdere la cognizione del tempo trascorso, castagnole rosse avvolgono le paramuricee e magari possiamo trovare anche qualche pesce san pietro. Durante la risalita, guardiamo nel blu, di solito possiamo vedere dentici a caccia, barracuda e se siamo fortunati, vedremo sfrecciare qualche branco di palamite e magari un bel pesce luna.

32. COSTA DEI GABBIANI - PICCHI DI PABLO

E' uno dei siti subacquei più spettacolari e famosi dell'Isola d'Elba ed è caratterizzato da una parete verticale che sprofonda fino a - 33 metri su un fondale di sabbia. Scendiamo lungo la cima ancorata ad uno dei "picchi", speroni di roccia siti alla profondità di - 8 metri. Proseguiamo con la parete a sinistra raggiungendo subito la massima profondità. Qui incontriamo molteplici tane con gronghi, aragoste, astici, cernie, musdee e murene. Aggrappati alla parete splendidi parazoanthus, spugne e gorgonie bianche. Verso i - 35 metri si entra in una piccola grotta abitata da centinaia di gamberetti della specie Plesionika Narval, caratterizzati da un carapace liscio, di colore giallo, con striature rosse e bianche. Iniziamo la risalita lungo un crinale naturale che porta all'estremità est della parete, soffermandoci ad osservare splendidi spirografi (Sabella spallanzanii) e si vira di 180 gradi per tornare alla cima di partenza.

33. PUNTA DELLE CANNELLE

posta sul versante nord del golfo di Porto Azzurro,  scendiamo sull'ancora a una profondità di -15 mt. su un fondale sabbioso leggermente degradante, pinneggiamo verso il mare aperto in direzione est, fino a scorgere la sommità di una parete che sprofonda nel blu, la parete è ricoperta da gorgonie bianche e gialle, piu' in profondità vengono sostituite da ventagli di paramuricee avvolte dalle castagnole rosse, aragoste si nascondono nei buchi della parete. A circa 28/30 mt. una profonda spaccatura taglia diagonalmente la parete che diventa un ottimo riparo per i pesci. A -37 mt. una lastra di granito appoggiata alla parete forma un tunnel dove troviamo l'uscita a -40 mt. Guardando davanti a noi verso ovest, sulla sabbia a -45 mt., possiamo trovare una mina della II Guerra Mondiale completa di carrello. Lasciamo alle spalle la mina e ci dirigiamo verso la parete una cigliata scende ripida nel blu. Gorgonie bianche e gialle ammantano le rocce, tra occhiate, saraghi e qualche gros­so pelagico che insegue i branchi di pesce azzurro. Parete che da 15 metri scende velocemente fino a 45 metri, dove si trovano affascinanti grotte. Qui si possono ammirare gorgonie rosse e gialle, spugne, cernie, saraghi e corvine.

 

34. SECCA DEL FRATE

L'immersione prende il nome da uno scoglio denominato del Frate, vicino all'Isola di Palmaiola nel canale di Piombino. La secca ha un cappello a -3 mt. e scende sino a una profondità di -30 mt, la morfologia della secca e le sue spaccature danno rifugio a molti pesci di tana come gronghi, murene, cernie e scorfani, non mancano le gorgonie gialle e parazoanthus che ricoprono la spaccatura della parete e il suo lato est. Essendo l'immersione nel mezzo del canale di Piombino, la corrente spesso è molto forte e proprio per questo la secca vede spesso ospiti pesci pelagici a caccia.

35. FETOVAIA - SCOGLIO DELLA TRIGLIA

Uno scogliotto affiorante proprio di fronte a Marina di Campo, un'immersione che tutti i sub dovrebbero fare, semplice, simpatica, colorata e ricca di sorprese oltre che romantica! Si ormeggia su una secca con fondale a 5 metri e divisa dallo scoglio da un grosso canyon. Scendendo sulla secca si segue verso Marina di campo una franata di rocce che porta fino a 18 mt di profondità dove si trova la statua di una madonnina posta sul fondo dai pescatori intorno agli anni '70. Dopo il doveroso saluto alla madonnina ci si riporta verso lo scoglio e si effettua tutto il giro tenendo la parete alla nostra sinistra. E' facile incontrare Orate, dentici, cernie, polpi, murene, gronghi, corvine, saraghi, nuvole di castagnole. In alcuni punti della parete folti parazoanthus allietano il passaggio dei sub.

 

36. SECCA DI CAPO PORO

Questa immersione è per subacquei esperti data la profondità alla quale si potrà arrivare. Il sommo della secca è a -30 mt., quindi la nostra discesa e risalita saranno fatte lungo la catena dell'ancora e nel blu. Il fondo al confine con la sabbia supera i -50 mt., le pareti sono a picco e tappezzate di splendidi ventagli di paramuricee, dove spesso troviamo saldamente ancorati splendidi gigli di mare. Nelle spaccature della parete troveremo dei bei rami di corallo rosso i quali, illuminati dalla nostra lampada, ci doneranno tutta la loro bellezza. Poco distante dalla secca principale, spunta uno scoglio ricco di vita, per trovarlo bisogna tenere a sinistra il crinale della secca che guarda verso il mare aperto. Tenendo conto della profondità cui ci troviamo, il poco tempo a nostra disposizione potremo passarlo ad osservare ancora del corallo, aragoste, capponi, grosse murene, gronghi di notevole fattura, ricci poco comuni come il riccio melone e il riccio corona, spugne e nugoli fittissimi di anthias che nuotano indisturbati tra le gorgonie.

37. SASSO CHE BARA

Bella immersione a poca dalla spiaggia di Margidore. Una secca, a pochi metri dal promontorio di Capo Stella, che sale rapidamente dalla profondità di -35 mt. Si raggiunge rapidamente il fondo, dove giace il relitto di una piccola imbarcazione di legno a motore, da qui si risale seguendo un andamento quasi a spirale, seguendo la conformazione conica della secca. Quasi al termine della risalita, a circa -15 mt., una splendida parete ricca di parazoanthus segnerà la fine dell'immersione. Splendida immersione da effettuare di notte.

38. SECCA DI FONZA - ESTERNA

La secca si trova all'incirca a un centinaio di metri dalla costa di CAPO FONZA. Il suo cappello è a -4 mt., la parete rivolta verso oriente ha le sue pareti in verticale che precipitano verso il fondo sulla sabbia a -40 mt. Seguiamo la parete verso sud e nelle spaccature possiamo trovare tanti piccoli rametti fioriti di corallo, aragoste, nudibranchi, murene, gronghi che fanno bella mostra di se. Guardiamo sempre nel blu perchè non mancheranno dentici e barracuda a caccia. Continuando la nostra immersione, troveremo due grottini, illuminandoli, all'interno vedremo la volta e le pareti ricoperte da spugne coloratissime. A questo punto possiamo risalire, quasi in verticale, verso due pinnacoli posti a -20 mt., dove possiamo trovare, quasi sempre, dentici di notevoli dimensioni e sopra di noi barracuda. Torniamo verso la secca, dalla parte opposta di dove abbiamo iniziato la nostra immersione. Durante la risalita e la nostra tappa di sicurezza, saremo sempre accompagnati dalla solita nuvola di castagnole, donzelle, saraghi e occhiate. 

39. SECCA DI FONZA - SECCA DEL CORALLO

L'immersione è posta davanti a Capo Fonza, promontorio che chiude il Golfo di Lacona. La secca in una sua parte, quella piu' vicina a riva, è quasi affiorante e nelle giornate di mare calmo, bisogna fare attenzione perchè quasi non si vede. Seguendo la parete che sprofonda sino sulla sabbia a -40 mt., nelle spaccature della roccia, troveremo innumerevoli rametti del prezioso corallo rosso. La secca è caratterizzata da canali che dal sommo scendono in profondità, in uno di questi, a quota -30 mt., c'è l'entrata di una grotta, per visitarla bisogna fare molta attenzione a non alzare sedimento. La volta è completamente ricoperta di rami di corallo che purtroppo è stato tagliato nei tempi passati. Proseguendo un pò piu' all'interno troviamo un'altro sifone che porta sino a -15 mt. e vale a dire quasi al sommo della parete, da qui in ogni modo l'unica uscita è da dove siamo entrati. Tenendo la parete sulla nostra destra all'uscita della grotta, nei numerosi anfratti potremo trovare, oltre al corallo, murene, gronghi, cernie, nudibranchi, gorgonie bianche, crostacei, molluschi. Tenendo sempre la parete sulla nostra destra, ritorniamo sul sommo della secca, mentre faremo la nostra tappa di sicurezza, castagnole, donzelle e saraghi saranno tutti intorno a noi.

40. SECCA DEL TOPO

situata a circa un miglio di fronte al golfo di Lacona, l’immersione parte da un cappelli a -40 mt. Scendendo lungo la parete coperta di gorgonie rosse e coralli, a circa -55/60 mt troviamo tane di aragoste e astici di grandi dimensioni.

La risalita è impegnativa poiché senza nessun appoggio.

41. PUNTA MORCONE

Situata davanti alla punta dalla quale prende il nome, l'immersione parte da un cappello a -3mt., fino a raggiungere i -40 mt. Scendendo lungo la parete coperta di parazoanthus, a circa -27 mt., troviamo tane di polpi, gronghi e murene. Proseguendo nella nostra discesa incontriamo bellissime gorgonie gialle e qualche cernia. Risalendo, tra la posidonia, possiamo trovare ghiozzi, piccole torpedini, tordi, donzelle e qualche seppia. Continuiamo la nostra risalita per arrivare alla barca accompagnati sempre dalle solite castagnole.

42. LA FOCACCIOLA

Circa 200 metri al largo dei Gemini, è una roccia semiaffiorante che sul versante sud nasconde una grande grotta, a 9 metri di profondità. Più in basso un'altra grotta custodisce spugne multicolori, ma non mancherà l’incontro di  gronghi e musdee. Possiamo comodamente girare tutto intorno alla secca, in quanto la sua profondità non supera mai i -20/25 mt. Le sue pareti sono caratterizzate da continui anfratti e passaggi, da cui sporgono abitualmente le teste di belle murene, nei buchi piu' profondi si scorgono dei bei gronghi. Molte volte nella parte ovest della secca è facile incontrare qualche bella cernia, non mancheranno anche innumerevoli branchi di salpe intente a brucare le alghe che ricoprono il fondo. Saraghi, occhiate e castagnole saranno sempre intorno a noi, i numerosi anfratti sono la dimora di polpi, non mancheranno i nudibranchi, spirografi, anemoni. Ritornando verso la barca nella parte est della secca, troviamo un ampio tratto di sabbia detritica, che separa la secca dalle Isole Gemini, qui è stato depositato il monumento a "JAQUES MAYOL" il famoso apneista francese, morto nel 2001 nella sua casa di Capoliveri, il quale aveva eletto l'Elba come sua dimora, e proprio in questo mare che lui amava tanto, nel lontano 1976 è stato il primo uomo a scendere in apnea a -100 metri. Ritornando verso la parete della secca, alla sua base intorno ai -10 mt., troveremo l'entrata di una grotta che penetra nella roccia per qualche metro, la volta e le pareti sono ricoperte da falso corallo, margherite di mare e spugne, nelle parti piu' buie, capita di vedere qualche bella magnosia, due cunicoli ci permettono, con un pò d'attenzione, di uscire quasi sul cappello della secca.

43. COSTA DEI GABBIANI - I CORBELLI

I Corbelli sono una serie di scogli siti davanti ai due isolotti dei Gemini, a meno di un miglio di distanza dalla Spiaggia dell'Innamorata. Il punto più interessante per immergersi, é forse quello che parte dal lato nord dell'isolotto. Sul fondale roccioso che scende subito a 15-17 metri, si trovano due grandi massi, che appoggiati l'uno con l'altro, formano un ampio cunicolo passante con la volta tappezzata da parazoanthus.

Prima di iniziare la discesa che ci porta a circa 27 metri, possiamo scorgere a debita distanza, grossi esemplari di dentici e, se si é particolarmente fortunati, il simpatico e curioso pesce luna, o addirittura qualche branco di barracuda. Scendendo lungo la parete, tra gorgonie gialle, e spirografi, si può ammirare diverse specie di colorati nudibranchi, attenzione però alla corrente perché in questa zona é spesso presente.

Ma é continuando la discesa fino a 40-45 metri che la parete si ricopre di splendidi ventagli di gorgonie rosse e nei numerosi anfratti, tra i piccoli rametti di corallo, spuntano come per incanto decine di antenne di aragoste, mentre nelle spaccature più ampie si nasconde qualche diffidente esemplare di cernia e diverse colonie di corvine e saraghi.

44. COSTA DEI GABBIANI - PUNTA DEI RIPALTI

E' la punta più settentrionale dell'Isola d'Elba e si trova all'interno del territorio della Costa dei Gabbiani.   Ci immergiamo raggiungendo a -10 metri un fondale formato da lastroni di granito dove vivono gli ombrellini di mare, i ricci e nuotano donzelle pavonine, tordi pavone, salpe. Proseguiamo sulla parete in direzione est, la quale a un certo punto si divide, prendendo due direzioni opposte, teniamo la direzione nord/ovest, la parete degrada sino a -45 mt., dove troviamo tane di polpi e murene, è facile avvistare pesce di passo come ricciole, palamite, dentici e aquile di mare, sulla parete troviamo gorgonie rosse. Qui si possono osservare bellissime colonie di gorgonie rosse, spugne gialle e tane con aragoste, astici, murene, cernie, corvine. Nel blu spesso si incontrano spesso grossi pesci pelagici, quali ricciole, tonni e palamite. A settembre e ottobre si incontrano spesso grossi banchi di tonni. Verso il largo ci troviamo di fronte a massi ricoperti da bellissime gorgonie rosse. Scendendo piu' in profondità, troviamo a circa -50/55 mt. una mina, residuato bellico della II Guerra Mondiale.

45. PUNTA GALERA

Appena immersi troviamo il cappello di un grosso masso, la cui base è a -18 mt., ci dirigiamo verso sud/est cioè verso il largo, attraversiamo un pianoro di sabbia, troviamo dei grossi massi ricoperti da parazoanthus e contornati da saraghi, castagnole e occhiate. Continuando la nostra discesa, la parete si ricopre di gorgonie gialle che, all'aumentare della profondità, lasciano spazio alle gorgonie rosse che sono veramente fitte. Nelle spaccature della parete possiamo trovare aragoste, cernie. Guardiamo sempre nel blu, perchè, avvistamenti di ricciole, tonnetti, palamite e dentici non sono rari.

46. LE FORBICI

L'immersione si trova tra Punta Galera e Punta Bianca, proprio sotto una vecchia miniera abbandonata, il fondale a -15 mt., è formato da massi ricchi di vita per la presenza di spirografi, ricci, anemoni. I grossi massi rendono il fondale vario e frastagliato, insieme a una vasta prateria di gorgonie rosse, degrada fino a -40 mt. verso il mare aperto. Prestiamo attenzione alle correnti che a volte possono essere intense ma che possono regalarci il piacere del passaggio di pesce pelagico di notevole misura. Concludiamo la nostra immersione sui massi presenti sul basso fondo, dove gronghi, murene, cernie e polpi non mancheranno.

47. COSTA DEI GABBIANI - CAPO CALVO

Iniziamo l'immersione su un posidonieto posto a 6 metri di profondità e proseguiamo l'itinerario subacqueo in direzione della punta, seguendo la linea di confine fra le rocce più superficiali e il fondale sabbioso a circa - 15 metri. Qui si possono incontrare saraghi, grossi dentici, ricciole e palamite.  Scendiamo lungo la zona sabbiosa alternata a rocce sparse, habitat ideale per cernie, murene, polpi e gronghi. Raggiungiamo la profondità massima di - 35 metri per incontrare le gorgonie rosse (paramuricea clavata) più belle dell'Isola. Risaliamo tornando verso l'ancora zigzagando fra i grossi massi soffermandosi ad ammirare spirografi, flabelline, salpe, barracuda, saraghi ed occhiate.

 

48. SASSO NERI

Scendiamo sull'ancora e pinneggiamo verso il mare aperto fino a -25 mt., dove la monotonia del fondale si interrompe bruscamente, grossi massi degradano fino a -50 mt. La spettacolarità del fondale ci rapisce, dentici e saraghi volteggiano sopra le nostre teste, grossi ventagli di paramuricee ricoprono sia i massi che il fondale. Terminiamo la nostra immersione esplorando la franata di massi che costituisce il prolungamento della punta che degrada dolcemente fino a -15/18 mt. In prossimità di Capo Calvo, che chiude il lato sud del golfo di Porto Azzurro, massi e pareti degradano fino a 40 metri, ricoperti da gorgonie rosse. Fanno capolino le antenne delle aragoste e nelle fenditure più profonde i rossi cara­paci delle galatee. Verso il mare aperto si scorgono saraghi e dentici e duran­te i mesi estivi non è raro l'incontro con qualche simpatico pesce luna.

49. PUNTA NERA - RELITTO DELL'AEREO

La caratteristica di questa immersione è il relitto di un piccolo aereo privato da turismo ben conservato. L'aereo è in assetto di volo adagiato sulla sabbia e posidonia ad una profondità di -12 mt. La carlinga è interamente ricoperta di incrostazioni come spugne, briozoi, all'interno si possono trovare tane di gronghi e murene. Il relitto è contornato da fitti branchi di castagnole e occhiate.